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mercoledì 27 marzo 2013

I depositari della verità e dell'onestà


Ok, tolgo la riserva sul movimento a 5 stelle, userò toni forti, come piace a me.

Avete presente ai tempi della scuola, c'era sempre quel compagno di classe, che si credeva un figo. Andava sempre a sfidare faccia a faccia gli insegnanti perché sapeva che non lo potevano toccare, ecco quel compagno di classe è la Raffaella Lombardi, la portavoce a tempo determinato del movimento a 5 stelle, E' una arrogante saccente maestrina, in perenne sfida con chiunque le stia a tiro. Ha quella arroganza al limite del bullismo. Parla di credibilità sputtanando spesso una legge elettorale (da cambiare), che è stata quella che l'ha portata in parlamento catapultata dal Beppe. Parla senza sapere quel che dice, spesso è evidente. E' di qualche minuto fa l'ennesima figuraccia. Il problema è che secondo me pensa di esser una persona piacevole, simpatica e preparata.

Vito Crimi, invece, è un, come posso dirlo per non offenderlo, mmmh.. un cretino. Ecco, l'ho detto. Lo dimostra quotidianamente, è un gaffeur peggio del Berluska, forse quello è il vero motivo per cui non parla con i giornalisti. E' una pochezza politica che Cicchitto e Gasparri a suo confronto sembrano due statisti. Sono più le smentite alle sue affermazioni che le affermazioni stesse. Insomma è quantomeno in totale confusione.
  
Questi due elementi, sono i biglietti da visita del M5S. Un movimento che si popone come innovativo ma che di innovativo ha ben poco. La scelta è stata quantomeno sbagliata. Loro due in effetti se li guardate bene sono l'espressione esasperata dell'antipolitica. La parola antipolitica era l'accusa principale che veniva fatta al movimento e grillo ci ha messo mesi per togliere quest'etichetta, etichetta che inesorabilmente è ricomparsa col comparire di questi due soggetti sulla scena pubblica. E' possibile che non ci fossero tra gli eletti dei biglietti da visita migliori?

Ecco, dopo questa considerazione fuori dai denti, un po' forte, me ne rendo conto, la considerazione che volevo fare è questa. Ho seguito il movimento a 5 stelle negli ultimi mesi perché volevo studiarli bene, non li ho mai demonizzati, anzi, ho sempre rispettato le loro posizioni. Pur non votandoli, e pur capendone i limiti,  (come il limite dei due mandati e i rimborsi elettorale, che paradossalmente sono i loro cavalli di battaglia)  dopo un primissimo shock ai risultati elettorali ho iniziato a fare delle considerazioni positive sul nostro futuro, finalmente, pensavo, si potevano affrontare alcuni temi importanti come leggi sulla corruzione, sul conflitto di interessi e così via. E non è vero, che queste cose, come pensa qualcuno, non ci mettono i soldi in tasca a fine mese, perché le leggi sulla corruzione, fatte in maniera seria, sarebbero la base di una equità sociale che in Italia non c'è mai stata.

Il riferimento principale per cui ho deciso di dedicargli un post, è chiaramente quell'incontro farsa con cui hanno abortito, ma attenzione alla Lega, il governo Bersani. Un governo che avrebbe avuto inevitabilmente delle pecche ma che posso tranquillamente dire, sarebbe stato il miglior governo degli ultimi 15 anni. Lo dico senza remore e senza aver mai votato il partito democratico, e lo sarebbe stato proprio grazie alla freschezza ed alla novità di alcuni del movimento a 5 stelle.

Ora gli scenari sono quattro. Elezioni subito (a ottobre) con questa legge elettorale e Monti ad allora, grande coalizione PD-PdL-Monti, dio ce ne scampi e liberi, Governo a 5 stelle ed una quarta che sarebbe il commiato di Napolitano che potrebbe riscattarsi dalla figuraccia del governo monti, con un nome fortissimo che francamente non saprei indicare, che li metta in seria e netta difficoltà, magari senza ingerenze teutoniche. E forse non si prenderebbe la palma di peggior presidente della repubblica degli ultimi 40 anni.

Io tifo per la terza opzione, ecco il perché  Se loro vogliono il Governo a 5 stelle devono andarsi a cercare i voti. e per loro non sarà facile, d'altronde a detta dei due geni, loro sono gli unici che hanno credibilità, mah, io se fossi in Bersani gli direi che gli voto la fiducia e poi li faccio andare misteriosamente sotto per vedere le loro facce. Oppure gli darei la fiducia e gli renderei la vita impossibile, molto più impossibile di quanto l'avrebbero data loro al PD.

Cari BeppiGrilli a 5 stelle, ve lo dico bonariamente, tatticamente proporsi per il governo è una mossa sbagliata. Non avendo i numeri, né alla camera, né al senato, ogni singolo provvedimento approvato sarebbe una vittoria del Partito Democratico.

Tutto questo lo dico con rammarico, perché alcuni parlamentari a 5 stelle sono davvero bravi e preparati, vedi l'intervento di ieri del giovane Di Battista, contro il ministro degli esteri. Ma facendo così andrete a casa anche voi con la politica che vorrete rottamare. Quando si sfascia tutto non si può sperare di sostituire con Crimi e la Lombardi, perché la figura è pessima ed il baratro è vicino.


Clap Clap.


La simpatica Lombardi, e sullo sfondo uno spaesato Crimi

lunedì 11 marzo 2013

Silvio Liotta e il triplo salto della quaglia


Se c'è una cosa che ci manca è la memoria, lo hanno dimostrato milioni di italiani il 24 febbraio scorso, e continueremo a dimenticare troppo velocemente, io ho una giustificazione almeno, all'epoca dei fatti che vi racconterò avevo 17 anni e a tutto pensavo, meno che a queste cose.

Se chiedete alla stragrande maggioranza degli italiani perché è caduto il primo governo Prodi vi risponderanno che Rifondazione Comunista togliendo l'appoggio esterno che dava l'ha fatto cadere. In realtà le cose sono andate diversamente.

Ok mi rendo conto che sto parlando di fatti risalenti a 15 anni fa, ma è singolare, vedere come la storia si ripete sempre e nessuno dice niente

Stavo preparando un post sull'analisi del voto della sinistra radicale, che vi riproporrò tra qualche giorno, e spulciando un po' su internet qua e la mi sono imbattuto nella storia di Silvio (guarda caso) Liotta. questo qui nella fotografia. A me piace far vedere la gente in faccia. 

Contestualizziamo il tutto, siamo a metà degli anni 90, Silvio Liotta, cremasco di origini siciliane, lascia l'assemblea regionale siciliana, di cui era segretario con una super liquidazione. La lascia per tentare l'avventura politica a livello nazionale. Entra in parlamento con Forza Italia nel 1996, che perde le elezioni. Nel gennaio 1997, Liotta, entra a far parte del movimento di Dini Rinnovamento Italiano, nel governo Prodi aveva 3 ministri (Esteri, Lavoro e Commercio Estero) e 2 sottosegretari. Liotta Rimane li fino alla sua espulsione. Viene espulso successivamente alla mancata di fiducia al governo Prodi, il suo mancato voto di fiducia sarà quello determinante, un po' come fu Mastella per il secondo governo Prodi. Liotta dichiarerà di non aver mai incontrato di persona o quanto meno di non aver ricevuto offerte o pressioni Berlusoni, ma ci sono articoli e ricostruzioni giornalistiche dove ci sono i virgolettati del nano malefico che dichiara che aveva chiamato uno ad uno i fuoriusciti da Forza Italia per convincerli a far cadere Prodi. Silvio Liotta, dopo la sua espulsione ritorna nella casa delle libertà e viene eletto in un seggio sicuro, al parlamento. Dove ci rimarrà fino al 2006, fino a quando non ha maturato una bella pensione da oltre 6500 euro al mese, che si vanno a sommare ad altro per un lordo di euro 14 mila 500.

Convincere e Corrompere sono due termini sostanzialmente differenti ma due facce della stessa medaglia. E' convincere offrire una rielezione certa in parlamento? La storia si ripete anno dopo anno, legislatura dopo legislatura, vedi Liotta, Scilipoti, Razzi, De Gregorio, ripeto, questo è convincersi o farsi corrompere?

E mi domando, concludendo, è tanto difficile fare una piccola leggina di una riga, che dica "in caso in cui un parlamentare cambi partito durante una legislatura, per opportunità politica, e a tutela della sua onorabilità, oltre che per fugare qualsiasi dubbio o qualsiasi sospetto, non è esso eleggibile nelle successive legislature", è così difficile? Io penso che con queste poche righe il parlamento si libererebbe dello scilipotismo dilagante. E sono convinto che non ci sarebberò i confusi che in due anni fanno il doppio, talvolta triplo salto della quaglia. Cominceremmo così anche a  togliere gli argomenti a Grillo. 

venerdì 8 maggio 2009

Post Forte




Sarò cinico ma quando se ne vanno queste persone io mi sento sempre un po' più leggero e non mi scendono le lacrime nonostante il mio cuore di panna.

lunedì 27 aprile 2009

martedì 18 novembre 2008

Una strana giornata arancione

Fa impressione. Gente, davvero fa impressione. A parte il fatto che è davvero un nano malvagio, ma fa impressione vedere la folla che lo idolatra, come se fosse un divo di Hollywood. Mentre vi scrivo sono davvero turbato. Ma andiamo con ordine. Stamattina al mio arrivo a Trieste, col solito treno in ritardo, avevo il sentore che sarebbe stata una giornata particolare. Polizia dappertutto, transenne, un fottio di gente. Misericordia, mi ero dimenticato! C'è Silvio in città. E sarà a pochi metri da me. Mentre aspetto che arrivi qualcuno dentro l'agenzia dove lavoro decido di uscire a fumare una sigaretta, e sento questo siparietto regalatomi da due tipici vèci triestini.


(riferito alla bandiera di Trieste che da decenni sventola in piazza Unità)

"ciò ma i ga cavà l'alabarda"
"si, i ga tacà la bandiera tedesca"
"cazzo, ciò ma no i podeva cavar quela Italiana"


L'esaltazione delle persone accanto a me e i loro sorrisi mi scuotono e continuo la mia mattinata lavorativa. Non entra nessuno. Decido di farlo. Oggi vedrò Silvio, resta da capire come assentarsi dal lavoro. Niente di più semplice, due partono, vanno in piazza. Io mi accodo e aspetto. Aspetto mezz'ora, sempre più gente. sempre più sorrisi. Orticaria. Penso che non potrò reggere a lungo e mentre mi sto avviando al lavoro appare la sua auto blu, le sue cento auto blu. Scende e saluta tutti, ma sono lontano e non soddisfatto della mia postazione. Mi accorgo subito che arancione. Ragazzi, Silvio è arancione. c'è poco da fare poco da dire. è arancione. Sta un po' li, fa quella cosa di fare cu-cù alla Merkel, inni nazionali e poi scompare. Apparizione di circa 5 minuti. Tutti contenti.

Torno al lavoro. turbato, ma non è niente. Una mi fa, 'avete visto, c'era più gente per Silvio che per Napolitano.' Io prontamente ribatto che c'era una folta partecipazione della comunità tedesca di Trieste. Mento. Lo so che erano tutti per lui. Nano malvagio. Ne parlo con le persone che mi stanno attorno del suo colorito, da loro ho una risposta convincente. Autoabbronzante. E' vero! Cribbio come direbbe lui! è lo stesso effetto dell'autoabbronzante. Lui dunque ci soffre del fatto di non esser nero, vuole essere scuro. Rivedo la mia posizione sull'abbronzato e il peso che gli abbiamo dato noi con le nostre luree da coglioni di sinistra, immediatamente. Per lui era davvero una carineria.

Arriva l'una. chiudo l'ufficio, Chiamo un paio di amici (di destra) e vado a vedere nuovamente Silvio. Doveva uscire all'una e attraversare la piazza. C'era già un sacco di gente. Il mio amico è eccitato (Massimo, per chi lo conosce). Io non riesco a capacitarmi della folla. Il mio pensiero va agli studenti che son tutta la mattina che urlano contro di lui e tutti li guardano e ridono, isolati, bloccati dalla polizia e dai carabinieri. saranno una ventina. Hanno la mia solidarietà. Silvio non arriva. Temo di aver perso il momento, loro devono tornare al lavoro e io torno mestamente in agenzia. Non lo rivedrò. Triste mi metto a navigare su internet, mi vedo il video di quella cosa del cu cù (che non voglio assolutamente commentare). Esco nuovamente, voglio fumare una cicca. l'ennesima di questa lunga giornata. E la mia vita cambia. Vedo quella porta infondo alla piazza aperta. E' il segnale sta per uscire. Vado. Attraverso la piazza con passo felpato (lo so che state pensando al mio passo felpato e state ridendo....) Esce lui. Mi accontentavo di un passaggio. Ma le vecchiette no. "Silvio un bacino", "Silvio sei grande", "Silvio sei mitico". Silvio si ferma di fronte a me. a mezzo metro. Cacchio avrei potuto dirgli di tutto. Ma non l'ho fatto. Ho avuto paura di queste vecchiette e di questi triestinazzi malvagi. Ma ho potuto in quei secondi vedere per bene il frutto del suo trapianto, orribile. Ragazzi, possibile che uno con tutti quei miliardi non riesce a risolvere in maniera dignitosa il suo problema di calvizie? Possibile che non si renda conto che da vicino il suo colorito arancione sia davvero inquetante?? Io con la pelle d'oca vi saluto, non vedo l'ora di lasciarmi questa giornata alle spalle buttandomi a letto e sentendo i brividi di freddo causati dalla visione arancione e dal freddo dei miei piedi scalzi.

lunedì 17 novembre 2008

Maria Grazia Siquini

Primo capitolo riguardo i fannulloni, che come dice brunetta (in minuscolo per rispetto alla sua altezza) sono quasi tutti di sinistra.



Questa donna è un mito, su 685 votazioni svolte in parlamento finora lei è mancata appena 571 volte (solo l'83,36% di assenza). A sua giustificazione c'è da dire che ormai è proprio inutile andare al parlamento. Ha il primato di donna più assente ma è appena all'ottavo posto della graduatoria generale. Ne devi fare di strada cara Maria Grazia.

Dimenticavo. E' di Alleanza Nazionale

mercoledì 5 novembre 2008

Mara Carfagna

Stavo preparando un post sulla corrida delle capre quando mi sono ritrovato per caso a leggere questo articolo sul ministro delle pari opportunità, che è l'unico ministro al mondo ad avere lo stesso nome di una nota pratica sessuale, il Carfagna appunto. E dunque ecco che ve lo pubblico paro paro senza commento alcuno.




Dal suo blog, l'esponente del Pdl avanza pesanti insinuazioni"Abbasso la mignottocrazia, viva la Repubblica""Calendarista delle pari opportunitàquali favori ha fatto al premier?"L'onorevole Guzzanti ancora contro la Carfagna, duro attacco a BerlusconiIl ministro annuncia "querela penale per diffamazione" di MARCO PASQUA



ROMA - Paolo Guzzanti, deputato di Forza Italia, torna a criticare Silvio Berlusconi e, stavolta, attraverso le pagine del suo blog, se la prende anche con Mara Carfagna. Il ministro viene definito "calendarista alle pari opportunità", "inadatta" a ricoprire quel ruolo. Non solo: quella di Berlusconi, nei suoi confronti, sarebbe stata una "nomina di scambio", offerta in cambio di qualcosa che il senatore non specifica. E che gli costa una querela per diffamazione. Una presa di posizione che fa seguito alle dichiarazioni, rilasciate lo scorso 8 ottobre, quando Guzzanti aveva attaccato il premier per aver lodato la Russia di Putin. "Berlusconi mi fa vomitare", aveva detto in quell'occasione. Adesso critica senza troppe mezze misure il ministro delle Pari Opportunità: "Secondo quanto dicono alcuni testimoni che considero credibili, attendibili e tutt'altro che interessati - scrive nei commenti, rispondendo ad un suo lettore - esistono proporzionati motivi per temere che la signorina in questione occupi il posto per motivi che esulano dalla valutazione delle sue capacità di servitore dello Stato, sia pure apprendista. La sua intelligenza politica è nulla". Ancora: "Resta aperta una questione irrisolta: quali meriti straordinari hanno condotto questo giovane cittadino della Repubblica ad una carriera così fulminea? Mi chiedo come questa persona abbia ottenuto il posto". Ma l'accusa di Guzzanti è più pesante, perché è quella di una vera e propria nomina di scambio, un favore fatto alla Carfagna dal premier. Facendo riferimento ad alcune intercettazioni mai pubblicate dai giornali, ma che lui avrebbe letto, Guzzanti risponde ad un lettore che gli chiede se le "nomine di scambio" fossero più d'una: "Per quel che ne so, dai testi oculari, più di una. Per questo lo scandalo sarebbe devastante, costituzionalmente e istituzionalmente devastante. Più di scambio, tratterebbesi di compenso. Come scrisse Cossiga: 'ai miei tempi si offriva un filo di perle o un appartamento'".
Guzzanti è padre della comica Sabina, alla quale proprio la Carfagna ha chiesto un milione di euro di danni. A chi lo attacca per questa sua presa di posizione contro la Carfagna, Guzzanti dice: "C'entra il senso dello Stato, il primato delle regole, la limpidezza della democrazia. Abbasso la mignottocrazia, viva la Repubblica". E nel post vero e proprio, il parlamentare si chiede se sia possibile che in una democrazia "il capo di un governo nomini ministro persone che hanno il solo e unico merito di averlo servito, emozionato, soddisfatto personalmente? Potrebbe essere il suo giardiniere che ha ben potato le sue rose, l'autista che lo ha ben guidato in un viaggio, la meretrice che ha ben succhiato il suo uccello, ma anche il padre spirituale che abbia ben salvato la sua anima, il ciabattino che abbia ben risuolato le sue scarpe". Infine, un altro interrogativo: "è lecito o non è lecito che si faccia ministro in uno Stato immaginario e anzi in un Pianeta di un'altra costellazione, una persona che ha come suo merito specifico ben soddisfatto il capo del governo?". In serata, un comunicato: "Il ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna ha annunciato in una nota di aver deciso di presentare "querela penale per diffamazione nei confronti dell'onorevole Paolo Guzzanti per quanto di falso da lui sostenuto nel suo blog e ripreso dal sito di Repubblica".


giovedì 30 ottobre 2008

Peter Buckley

Mi sono imbattuto in questo personaggio, Peter Buckley, 39 anni, pugile.


Nasce a Birmingham il 9 marzo 1969. Non stiamo parlando di leggende come Tyson oppure Hollyfield o Mohammed Alì, stiamo parlando della maglia nera della boxe. L'uomo che ha collezionato il maggior numero di incontri e sconfitte della storia di questo glorioso e storico sport. Peter fa il primo incontro il 4 ottobre 1989. Sei riprese contro lo sconosciuto Alan Baldwin che sei chiudono con un pareggio. L'inizio della sua carriera è fatto di alti e bassi tanto che nei primi 2 anni e mezzo, 10 sconfitte su 30 incontri, si capisce subito che non è un campione assoluto però le sue soddisfazioni le porta a casa. E' il 27 aprile 1992 una delle date importanti della sua carriera. Inizia a perdere. Una serie paurosa di 17 sconfitte. L'inizio della fine. La sua caretteristica è però una, ed importante. Non casca mai per terra. La stragrande maggior parte dei suoi incontri infatti finisce al termine delle riprese, che siano 4, 6 o 8 non fa differenza. Lui resiste. Chissà quante volte sarà passato nella sua testa il desiderio di farla finita. Chissà. E chissà quando si è accorto che arrivare ultimi è senza ombra di dubbio affascinante, d'altronde ti guardano tutti con estrema simpatia e un po' di soldi te li porti sicuramente a casa.. tutti devono sopravvivere, poco importa se sul suo viso resteranno i segni dei sui trecento incontri.
Il 20 ottobre 2003 una data storica, l'ultima delle sue 31 vittorie (8 delle quali per ko, chissà che gioia avrà provato).
E' per questa sera l'incontro della vita. L'utlimo avversario sara l'inglese Matin Mohammed.
Non so cosa augurarti caro Peter. preferisci andartene vincendo o stabilendo il record di 89 sconfitte consecutive? Io ti augurei di vincere, tanto uno che perde 88 volte è difficile da trovare. E chissà se fra qualche anno ne starà a guardare gli almanacchi dei record imbattuti e soddisfatto si guarderà un bell'incontro sul divano, scalzo.